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Presentazione

Debitrice per formazione al maestro Leoncillo, che la guida durante gli anni di studio presso L’istituto Statale d’Arte di Roma infondendole una conoscenza inusuale delle molteplici declinazioni nell’uso della ceramica, Massimina Pesce ben presto si affranca della lectio magistris per elaborare un linguaggio del tutto personale che, attraverso un informale non parco di incursioni verso l’astrattismo, approda a costanti concettuali espresse soprattutto nell’uso del colore e nella forgiatura della materia giungendo a felicissimi esiti di pittoscultura nell’espressività materica delle sculture in refrattario.

Le prime mostre personali e di gruppo risalgono agli anni sessanta. Dagli anni settanta avvia una profonda ricerca sulla strutturazione della materia, con esiti espressivi scaturiti dalla moltiplicazione dei piani prospettici; importante l’esposizione presso la galleria Consorti di Roma e la partecipazione al premio Michetti. Negli anni ottanta la frantumazione del linguaggio è percorsa nei frammenti architettonici delle Fratture, a cominciare dall’omaggio medioevale dedicato alla città dell’Aquila ed ospitato nell’ambito della “Perdonanza” al Museo Nazionale d’Abruzzo.

Inizia quindi con l’imponente installazione di Babele, proposta all’Expo di Bari nel 1989 e in successive mostre tenute in Italia, Francia e Germania, la fase di una serrata indagine sulla lingua “ceramica”, indirizzata all’assimilazione di tracce archetipe nel guizzante segno grafico plasticamente recuperato in tutte le sue valenze semantiche, scultoree e pittoriche. Segno che nelle successive sculture a tutto tondo di grandi dimensioni e nei bassorilievi delle Tensioni (presentate al Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti, nel XXXI e XXXII concorso internazionale d’Arte di Gualdo Tadino, nella X e XI biennale D’Arte Città di Penne, nel XXXII premio Suzzara e nelle mostre personali tenute nella chiesa di S. Zenone all’Arco di Brescia, nella Galérie Eva Tent di Koblenz, nello Chateaux Royal di Perpignan, nella Salle d’ Exposition Joe Bousquet del comune di Carcassonne e nella Fondation Firmin Bauby di Perpignan etc.), s’identifica sempre più con le linee-forza di un colore araldico sostenuto dal vigore di masse plastiche dinamicamente protese.

Il recente ciclo di opere di pittura e scultura in ceramica, ferro, pietra e bronzo Pietrificati Voli, presentato in anteprima con i bassorilievi policromi al XXVI Premio Vasto, è stato ampliato nei Menhir e nei Voli nelle mostre tenute a Copenaghen, Roma, Vienna, Anagni, Bratislava, Taiwan, NewYork, Madrid, Sulmona, L’Aquila, Teramo, Gent, Milano, Bruxelles, Budapest, Prezza, Boston, S.Vito Chietino, Craiova, Calafat, Mosca. Attualmente sta elaborando un nuovo ciclo dal titolo “Il Tempo Ritrovato”, iniziato con la retrospettiva presso il M.U.S.P.A.Q. di L’Aquila curata dal critico e storico d’arte Mariano Apa.

E’ presente nel Museo d’arte delle Generazioni Italiane del ‘900, di Pieve di Cento, con un’opera di scultura e una di pittura.

Diverse le fiere d’arte cui ha partecipato: Bologna, Bari, Carrara, Roma, Firenze, Torino e Gent (B).

Numerosi i concorsi pubblici che ha vinto con opere di scultura, pittura e pannelli in ceramica.

E’ stata premiata a Lerici con due pannelli in ceramica, a Firenze con il primo premio per la scultura, a Pisa con il secondo premio per la scultura, una targa d’argento a Sulmona, una segnalazione al premio Suzzara, omaggio alla carriera “Ju Zirè” a L’Aquila, il premio Eunomia a Trebisacce e il premio Athanor a Roma.

Le sue opere si trovano in molti Musei e spazi pubblici.

Dal 1999 ha attivato, nello spazio verde del suo atelier in Collettara di Scoppito, simposi di scultura finalizzati all’apertura di un parco-museo di sculture monumentali in pietra.

MASSIMINA PESCE nasce a Prezza (Aq), vive e lavora a L’Aquila in via S. Giusta 13 E, e a Collettara di Scoppito, via S. Maria a Colle. - tel. e fax 0862/26818 - cell. 3487784464 - email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - web: www.massiminapesce.it

 
   
 
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